Attività


Lo Studio Legale dell'Avv. Carmela Trotta si avvale dell'ausilio di specifiche professionalità, ciascuna con peculiari compentenze, per fornire ai nostri clienti un supporto giuridico ad alto valore aggiunto.

Di seguito ti forniamo un elenco semplificato e non esaustivo delle diverse aree di attività di studio ed interesse specifici dell'Avvocato e dei suoi collaboratori.

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Diritto delle Esecuzioni


diritto delle esecuzioni

Il Processo Esecutivo è rivolto alla soddisfazione dell'interesse del creditore, che deve ottenere ciò che gli è dovuto nel quadro e con le garanzie dell'ordinamento giuridico, nei limiti di quanto la legge o il giudice stabilisce. Si affianca (in molti casi in rapporto di strumentalità) al processo di cognizione, diversamente rivolto all'accertamento del diritto, all'ottenimento di una sentenza di condanna ovvero alla costituzione, modificazione o estinzione di un rapporto giuridico. Il processo esecutivo presuppone l'esistenza di un valido titolo esecutivo.

Tra i processi esecutivi occorre primariamente distinguere l'espropriazione forzata, mediante la quale viene soddisfatta una pretesa del creditore avente ad oggetto una somma di danaro, dall'assegnazione forzata, in cui il bene o il credito è trasferito al creditore istante, attraverso l'intervento giudiziale,

dall'esecuzione in forma specifica, avente ad oggetto la consegna o il rilascio di beni mobili o immobili determinati oppure un obbligo di fare o di non fare. L'espropriazione forzata, a sua volta, può avere ad oggetto beni mobili, beni immobili o crediti del debitore. Il primo atto dell'espropriazione forzata è il pignoramento, ossia un atto mediante il quale il creditore, anche per tramite dell'ufficiale giudiziario, imprime un vincolo di indisponibilità sui beni del debitore. Dopodiché si procede alla vendita forzata o all'assegnazione dei beni pignorati ed, infine, alla distribuzione della somma ricavata in favore del creditore procedente e dei creditori intervenuti. L'esecuzione forzata in forma specifica segue, invece, le specifiche forme procedimentali disciplinate dagli artt. da 608 a 611 c.p.c. nonché 2930 c.c. (per l'esecuzione forzata per consegna o rilascio) e dagli artt. da 2931 a 2933 c.c. e da 612 a 614 c.p.c. (per l'esecuzione forzata di obblighi di fare e di non fare). Infine, il processo di esecuzione, quale procedura esecutiva individuale, va distinta dalle procedure concorsuali.

Diritto Societario


diritto societario

Il Diritto Societario è una branca del diritto commerciale che studia le questioni attinenti alla vita societaria e al rapporto tra questa e i propri soci.

In particolar modo regolamenta la formazione, gestione e scioglimento di strutture societarie, formate dall'unione di più persone od enti pubblici o societari, allo scopo di raggiungere un fine comune con la collaborazione di tutti i soci e con la messa in comune di un patrimonio.

Tipico esempio ne sono le società commerciali, così chiamate perché il fine perseguito dai soci è lo svolgimento di un'attività commerciale.

Il D. Lgs. 17.01.2003, n. 6 ha profondamente innovato la disciplina del diritto societario italiano, in esercizio di una delega conferita dal Parlamento che ha introdotto anche figure societarie nuove o semplificate. Benché il decreto legislativo n. 6 del 2003 sia noto soprattutto per la modifica della disciplina del falso in bilancio, successivamente in parte rientrata nel 2015, la questione dei riflessi sanzionatori della disciplina societaria è più ampia ed ha dato luogo ad una vasta ricaduta.

Due sono i grandi sottoinsiemi in cui si raggruppano le società lucrative: le società di persone e le società di capitali. A distinguere le prime dalle seconde sono due elementi: il grado di autonomia patrimoniale ed il riconoscimento o meno della personalità giuridica da parte del legislatore.

Diritto Assicurativo


diritto assicurativo

Il Diritto Assicurativo è il complesso delle norme che disciplinano i vari aspetti del contratto di assicurazione, per mezzo del quale ci si garantisce contro il verificarsi di un evento futuro e incerto, il rischio, dannoso per la propria salute o patrimonio. Affinché si concluda validamente un contratto di assicurazione , occorre che il rischio sia esistente e che non sia controllabile da nessuna delle due parti , più precisamente, si parla dell'esistenza di un'alea di rischio (rischio aleatorio).

L'assicurazione, quindi, ha lo scopo di "trasformare il rischio in una spesa": infatti attraverso la stipula di un contratto, l'assicurando intende "quantificare" il danno patrimoniale che esso avrebbe se il rischio si verificasse. Attraverso il versamento del premio, quindi, la società accolla a sé la gestione dell'eventualità del verificarsi dell'evento (detto "sinistro") al concretizzarsi dello stesso, corrispondendo all'assicurato (ovvero agli eventuali eredi e/o beneficiari da quest'ultimo indicati) il capitale o la rendita, nel caso di assicurazioni sulla vita, pattuito.

I contratti assicurativi possono essere sottoscritti come libera scelta tra individui (o società) e società di assicurazione e possono riguardare i più svariati campi (assicurazioni sul verificarsi di infortuni, di malattie, di incidenti, di eventi naturali, ecc.).

L'attuale legislazione italiana è racchiusa in un testo fondamentale, che nel 2005 ha assorbito e in buona parte aggiornato tutte le precedenti leggi. Si tratta del Codice delle assicurazioni private, emanato con decreto legislativo n.209 del 9 settembre 2005, che, tra le tante altre novità prevede:

Introduzione dell'indennizzo diretto nel ramo Rcauto: che prevede in caso di sinistro, la possibilità da parte dell'assicurato di chiedere e ottenere il risarcimento dalla propria compagnia assicuratrice e non più alla compagnia del veicolo responsabile dell'incidente. Tale procedura non è applicabile però quando sono coinvolti nell'incidente più di due veicoli, veicoli con targhe straniere, i danni alla persona superano i 9 punti.

Rimborso dei premi pagati: in caso di furto o trasferimento della proprietà del veicolo. Le imprese assicurative dovranno rimborsare all'assicurato le rate o il premio relativo al periodo di assicurazione successivo al furto di un veicolo o al trasferimento di proprietà

Registro elettronico degli operatori: Obbligo di iscrizione agli elenchi per agenti, mediatori, produttori diretti, soggetti del settore finanziario che fanno intermediazione (banche, poste, società), persone fisiche collaboratrici di intermediari

Fondo di garanzia: Istituito presso il Consap, Concessionaria servizi assicurativi pubblici, con obbligo di adesione per i mediatori.

Maggiore tutela assicurati: Gli intermediari devono garantire trasparenza e correttezza nei rapporti con la cliente. Il provvedimento recepisce inoltre la Direttiva europea 2002/92 che introduce più puntuali regole di comportamento in capo a tutti coloro che distribuiscono prodotti assicurativi. In particolare l'intermediario è tenuto a verificare le esigenze del cliente e a proporre un prodotto adeguato, illustrando prima della conclusione del contratto le caratteristiche essenziali della polizza e le prestazioni alle quali è tenuta l'impresa.

Sinistro provocato da un veicolo rubato: in questi casi il risarcimento avverrà tramite il fondo di garanzia per le vittime della strada.

Classi di merito: se un assicurato compra un secondo veicolo, le compagnie di assicurazione hanno l'obbligo di assegnare al nuovo acquisto una classe di merito pari a quella del veicolo già assicurato. La regola vale anche se l'acquisto è fatto da un familiare dell'assicurato, a patto che sia ancora nel suo stato di famiglia

Diritto Bancario


diritto bancario

Il Diritto Bancario è quella branca del diritto che attiene alla banca come istituzione e come soggetto attivo o passivo di rapporti giuridici. In base a questa distinzione, possono immediatamente individuarsi due diverse prospettive di studio della materia.

La prima è quella dello studio dell'istituto di credito in senso statico-pubblicistico, nella sua dimensione giuridica, nei rapporti giuridici attivi e passivi con gli organi di vigilanza, la seconda è quella dinamica-privatistica, come studio dell'attività dell'istituto bancario, delle esigenze economiche che l'istituzione creditizia è volta a soddisfare, degli strumenti giuridici dei quali questa si serve.

In particolare, secondo la definizione introdotta dal Testo Unico Bancario (TUB), ossia il D.Lgs. 385 del 1993, che disciplina l'attività bancaria, la Banca è un'impresa la cui attività consiste nella raccolta del risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito.

La definizione appena data consente di individuare i due nuclei sostanziali del diritto che regola l'attività bancaria, corrispondenti ai due principi costituzionali di riferimento: il principio di libera iniziativa economica e il principio di tutela del risparmio e accesso all'investimento. Tali principi pervadono tutta la materia, e vanno tenuti in costante coordinamento con i principi Costituzionali fondamentali.

Collateralmente le banche possono esercitare, oltre all'attività bancaria vera e propria, così come poc'anzi definita, attività finanziarie "ausiliarie", connesse o strumentali all'attività bancaria, come specie del più ampio genere di attività finanziaria.

Lo Studio dell' Avvocato Trotta pone in particolar modo l'attenzione sul nesso tra la disciplina (privatistica) e quella (pubblicistica) dell'attività bancaria, in relazione a correttezza, trasparenza e diligenza nei rapporti fra banca e cliente.

Diritto del Lavoro


diritto del lavoro

Il Diritto del Lavoro è quel ramo del diritto che studia la disciplina degli aspetti ed i problemi attinenti alla disciplina del lavoro, del rapporto di lavoro, e tutte le tematiche ad esso collegate. Si tratta di una disciplina che è nata e si è sviluppata per regolare e attenuare le problematiche sociali sorte con la rivoluzione industriale.

Esso riguarda la regolamentazione delle relazioni tra datore di lavoro e lavoratore a quella delle relazioni sindacali (oggetto propriamente del diritto sindacale) a quella attinente alle assicurazioni sociali e previdenziali (di cui si occupa il diritto della previdenza e della sicurezza sociale). È uno di quei rami del diritto che più direttamente risente dell'influenza della situazione economica generale, occorrendo tradurre in norme e concetti legislativi le concezioni ideologiche o statalistiche del sistema di riferimento.

Per lungo tempo, la fonte principale fu il codice civile italiano, sino al XX secolo. Tuttavia, apartire dagli anni settanta ci fu un grande dibattito, alla cui formazione contribuirono alcuni giuristi come Gino Giugni, la norma fondamentale in tema ancora oggi è il cosiddetto Statuto dei lavoratori, di cui alla legge 20 maggio 1970, n. 300.

Riguardo al lavoro pubblico negli anni novanta ebbe avvio l'imponente fenomeno (dal punto di vista giuridico) della privatizzazione del diritto del lavoro pubblico in Italia, di cui al D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, e successive norme, poi confluite nel d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

All'inizio del XXI secolo, avvenne la liberalizzazione del mercato del lavoro privato, nel 2003, e precisamente alla legge 14 febbraio 2003, n. 30, meglio conosciuta come legge Biagi, dal nome del Prof.Marco Biagi. In attuazione della delega, venne emanato il d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, che per la portata delle innovazioni potrebbe essere paragonata a quelle del 1970 e del 1993. La materia è stata poi ulteriormente modificata dal governo Renzi con il Jobs Act.

Diritto Tributario


diritto tributario

Il diritto tributario è un settore del diritto finanziario caratterizzato dall' avere ad oggetto l'imposizione, a favore di soggetti di diritto pubblico, di prestazioni patrimoniali. Tale branca del diritto pubblico regola i mezzi e le procedure per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie al finanziamento della spesa pubblica in generale, ossia delle spese che lo Stato e gli Enti pubblici devono sostenere per poter svolgere le loro funzioni.

Il presupposto del diritto tributario è che la copertura delle spese occorrenti per la sussistenza di un'organizzazione sociale deve potersi realizzare anche senza il consenso dei singoli e deve quindi discendere da una legge dello Stato. Il finanziamento della spesa pubblica si realizza mediante strumenti giuridici previsti dalla legge, senza il consenso dei debitori.

Le prime indagini sul tributo sono di tipo economico (scienza delle finanze) e dirette a studiare:
1. L'equilibrio tra esigenze finanziarie pubbliche ed economia privata;
2. L'utilizzo della leva fiscale al fine di realizzare finalità di interesse collettivo;
3. Gli effetti delle politiche fiscali sulla formazione dei prezzi e dei redditi;
4. L'equità dell'imposizione fiscale rispetto alla capacità contributiva dei cittadini e delle imprese.

All'interno del diritto amministrativo, si sviluppa solitamente lo studio del diritto finanziario. Il diritto finanziario studia, con metodo giuridico, tutte le forme di entrate pubbliche, ivi comprese quelle tributarie, mentre la contabilità di Stato studia le regole di amministrazione della finanza pubblica. La crescita dell'importanza e della complessità del tributo portano all'autonomia del diritto tributario, sia dalla scienza delle finanze, sia dal diritto amministrativo e dal diritto finanziario.

Nel diritto tributario non trova applicazione l'interpretazione analogica delle norme, ma quella espressa (ubi lex voluit, dixit).
Fra i problemi di costituzionalità del contenzioso tributario:
• onere della prova: è il contribuente a dover dimostrare di essere in regola con i pagamenti, non l'amministrazione a dimostrare l'evasione;
• accertamento provvisorio: nonostante la presunzione di innocenza e una pendenza di giudizio, il contribuente deve anticipare il 30% dell'evasione contestata senza possibilità di sospensione;
• retroattività delle norme tributarie, sebbene sia vietata dallo Statuto dei diritti del contribuente;
• responsabilità solidale nei contratti di appalto fra persone giuridiche: se l'appaltatore evade le tasse (l'IVA) o fallisce, per la quota relativa ai lavori, paga in maniera solidale il committente;
• disparità fra pubblica amministrazione e soggetti privati: mancata compensazione di crediti e debiti verso la pubblica amministrazione, impignorabilità di beni pubblici a favore di creditori privati.

Diritto Sanitario


diritto sanitario

Importante ambito di competenza del nostro Studio è quello del diritto sanitario. Vanno annoverati sotto questa categoria il diritto ospedaliero, il diritto della professione medica ed il diritto farmaceutico. La nostra assistenza legale, sia giudiziale che stragiudiziale, si rivolge alle realtà ospedaliere e convenzionate, a tutti gli operatori sanitari nonché a tutti quei soggetti pubblici e privati che intrattengono rapporti, in qualità di fornitori, con il sistema sanitario.

Inoltre, l''esperienza maturata in ambito di responsabilità medica ci consente di assistere l'azienda sanitaria e il medico in tutti quei casi in cui infondatamente vengano sollevate azioni di responsabilità civile e penale nei loro confronti.

Lo studio, inoltre, presta la propria collaborazione a favore di alcune delle più importanti associazioni, centri studi e di ricerca, che operano nel campo sanitario ed eroga, in collaborazione con la Multi Legal Assistance corsi di aggiornamento nell'ambito del programma nazionale ECM (educazione continua in Medicina).

Mediazione


mediazione

La mediazione civile (oppure mediazione civile e commerciale, secondo la definizione della Unione europea che ne ha richiesto l'adozione sin dal 2008) è un istituto giuridico italiano introdotto con il Decreto Legislativo n. 28 del 2010, per la composizione dei conflitti tra soggetti privati relativi a diritti disponibili. L'istituto è finalizzato alla deflazione del sistema giudiziario italiano rispetto al carico degli arretrati e al rischio di accumulare nuovo ritardo. Esso, infatti, rappresenta uno dei pilastri fondamentali della riforma del processo civile.

La mediazione civile ha lo scopo di far addivenire le parti ad una conciliazione attraverso l'opera di un mediatore, vale a dire un soggetto professionale, qualificato e terzo che aiuti le parti in conflitto a comporre una controversia. Il mediatore assiste le parti nella ricerca di una composizione non giudiziale del problema senza attribuire ragioni e torti.

Il compito principale del mediatore (organismo pubblico o privato controllato dal Ministero della Giustizia) è quello di condurre le parti all'accordo amichevole. Soltanto in caso contrario, egli può proporre alle parti una soluzione della controversia. Il decreto legislativo distingue nettamente l'istituto della mediazione civile da altre forme di conciliazione già esistenti nell'ordinamento giuridico italiano. L'atto, infatti, dispone che per mediazione civile debba intendersi l'attività finalizzata alla composizione di una controversia e che, invece, la conciliazione sia il mero risultato di tale attività. Tale distinzione è stata ben evidenziata per sottolineare il fatto che la mediazione civile, rispetto a precedenti istituti finalizzati alla composizione dei conflitti, sia uno strumento innovativo di portata generale riguardante tutte le controversie civili e commerciali.
La mediazione civile è sostanzialmente suddivisa in due categorie: mediazione obbligatoria e mediazione facoltativa.
Nel primo caso, la mediazione è obbligatoria in quanto costituisce condizione di procedibilità; ossia, è condizione necessaria per poter avviare il processo e riguarda una serie di situazioni individuate con specifica cura dal legislatore. Si tratta di cause in cui il rapporto tra le parti è destinato a prolungarsi anche oltre la definizione della singola controversia (ad esempio, la locazione, l'affitto d'azienda, le successioni ereditarie, il condominio) oppure di rapporti particolarmente conflittuali che si prestano ad essere meglio composti in via stragiudiziale (danni da circolazione dei veicoli, responsabilità medica, diffamazione) oppure ancora in presenza di alcune tipologie contrattuali (contratti assicurativi, bancari, finanziari). Nel caso della mediazione facoltativa, invece, le parti scelgono liberamente la via della composizione stragiudiziale della lite. La mediazione civile, inoltre, può essere demandata dal giudice, il quale può invitare le parti a risolvere il loro conflitto davanti agli organismi di mediazione quando la natura dalla causa e le risultanze dell'istruttoria lo suggeriscano.

Diritto di Famiglia


diritto di famiglia

Il diritto di famiglia è la branca del diritto privato che disciplina i rapporti familiari in genere: parentela e affinità, matrimonio, i rapporti personali fra i coniugi, i rapporti patrimoniali nella famiglia, la filiazione, i rapporti fra genitori e figli, la separazione e il divorzio. La Costituzione dedica alla famiglia tre articoli (art.29,30,31) e da queste tre disposizioni costituzionali si possono desumere alcuni importanti principi:

il principio di autonomia della famiglia,
il principio di uguaglianza fra i coniugi,
il principio di tutela dei figli nati fuori dal matrimonio,
il principio dell'autonomia educativa,
il principio del sostegno pubblico ai compiti educativi della famiglia.
Di particolare importanza, in relazione alle profonde ripercussioni sul piano sociale è il riferimento del nuovo art. 155 c.c. al diritto del minore, anche in caso di separazione personale dei genitori, di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

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